BARI, 10 OTT – ''La pagherai davanti a Cristo per quello che stai facendo'': per questa frase rivolta a un suo capo che gli stava comunicando una sua trasferta ad Ancona, un operaio barese di 50 anni, sposato e con un figlio, invalido tra l'altro al 47%, e' stato licenziato ma dopo battaglie legali durate un anno ha ottenuto il reintegro. La notizia e' pubblicata su 'La Gazzetta del Mezzogiorno'.
In appello e' stata ribaltata la prima sentenza del tribunale del lavoro di Bari. ''Quella frase – ha detto all'Ansa il legale dell'operaio, avvocato Ascanio Amenduni – non e' altro che una invocazione di ordalia'', non costituisce cioe' una minaccia di morte ''ma e' l'invocazione di una giustizia ultraterrena''. L'avvocato Amenduni aggiunge di essere felice di aver sottolineato ai giudici l'antenato illustre di una comune imprecazione, l'ordalia che nel mondo medioevale era una prova fisica cruenta, in uso presso i popoli germanici, a cui era sottoposto un accusato e il cui esito veniva ritenuto un responso divino sulla sua innocenza o colpevolezza: ''a decidere sia Dio''.