Scoperto in flagranza di reato dai carabinieri, D.L., 43 anni, nativo di Avola di Brindisi e domiciliato a Cadelbosco Sopra (Reggio Emilia), ha giustificato la sua “irruzione ladresca” in un bar di Cadelbosco con la necessità di sfogarsi in qualche modo dopo aver litigato con la moglie.
Il litigio non è stato ovviamente ritenuto dai militari giustificazione valida per evitare l’arresto e le manette sono scattate ai suoi polsi. Il fatto è avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 marzo , quando il sistema d’ allarme del bar Extyn di Cadelbosco Sopra si è attivato con sirene e chiamata al 112. Quando i carabinieri sono intervenuti accertando l’effrazione di un finestrone del locale, D.L. era ancora dentro il bar poiché aveva preferito, anziché tentare di fuggire, nascondersi dietro un frigorifero sperando forse di farla franca e di riprendere il furto quando i carabinieri se ne fossero andati.
Invece è stato scoperto quando aveva già svuotato il registratore di cassa e forzato tre dei cinque videopoker presenti nel locale.
