A nove mesi dal terremoto in Abruzzo mancano ancora le case per gli sfollati. Nella tensostruttura di Paganica, L’Aquila, sono ancora 1.300 i nuclei da sistemare: anziani e single sono rimasti fuori dall’assegnazione degli alloggi.
«Che volete fare di noi anziani, volete spararci uno dopo l’altro per risolvere il problema?», si lamentano i più vecchi in assemblea. Il posto per adesso non c’è nemmeno per Augusto Rossi, che di anni ne ha ben 103 e fa il barbiere: il suo nome non è stato ancora inserito nelle liste.
La protesta si accende sulla scia della proposta dell’assessore comunale alle Politiche abitative, Giustino Masciocco, di distribuire su più frazioni i nuclei in attesa.
«Vogliono utilizzare i Moduli abitativi provvisori di Bagno e Monticchio per piazzare quei nuclei che sono avanzati all’Aquila», spiega Massimo De Simone, «ma qui c’è da considerare che lo scopo primario dei Map è quello di dare una risposta abitativa ai residenti del posto».