TREVISO – Ha chiuso in casa il proprio figlio di 5 anni per essere, cosi', libero di andare al lavoro: un cinese e' stato denunciato per abbandono di minore dai carabinieri di Crocetta del Montello. La scoperta e' avvenuta per caso. I militari si sono attivati dopo che la Direzione scolastica del comune trevigiano aveva segnalato che un ragazzino cinese, non ancora quattordicenne, non era andato a scuola, ed era stato impossibile rintracciare i familiari. E' stato cosi' scoperto che la madre dell'adolescente era a Napoli, mentre il padre era al lavoro in un'azienda di Valdobbiadene, a circa 30 minuti da casa. Prima di capire dove si trovasse l'uomo, i carabinieri avevano inutilmente tentato di chiamarlo al telefonino, e si erano quindi recati nella sua abitazione. Qui, dopo aver suonato senza esito il campanello, hanno udito provenire da un'abitazione al secondo piano della palazzina il pianto di un bambino che chiedeva aiuto e si sporgeva in continuazione, in maniera pericolosa, da una finestra. Preoccupati per l'incolumita' del piccolo, i militari hanno deciso di sfondare la porta e di entrare in casa. Il bambino e' stato cosi' affidato ai servizi sociali e portato in una struttura protetta, come pure il fratello di 13 anni, nel frattempo rintracciato in una casa di connazionali. Del fatto e' stato informato il tribunale dei minori di Venezia. La vicenda segue quella di alcuni giorni fa, sempre nel trevigiano, dove una coppia di cinesi e' stata denunciata per abuso di metodi di correzione per aver costretto il proprio figlio di 5 anni, come forma di punizione, a rimanere per 7 ore ritto in piedi sul pianerottolo davanti all'uscio di casa.