ROMA – Mille euro al mese. Questo lo stipendio ad un anno dalla laurea secondo il rapporto di Almalaurea e spesso di tratta di lavoro nero. Il tasso di disoccupazione è salito, tanto che i neo laureati disoccupati sono il 26,5% di chi ha terminato la triennale, il 22,9% di quelli con laurea specialistica e il 24,4% di chi ha una laurea magistrale a ciclo unico.
Nel 2007, primo dato disponibile, i livelli erano profondamente diversi con tassi di disoccupazione della metà e oltre. Ma anche nel 2008, primo anno di crescita costante di questo dato, i senza lavoro si fermavano al 15,1% per i laureati di primo livello e al 16,2% del secondo.
Si lavora in meno e si guadagna anche meno: rispetto al 2008, le retribuzioni reali sono infatti calate del 20% circa, passando da oltre 1200 euro a circa 1000. Altra emergenza è poi il lavoro nero: nel 2013 riguarda l’8% dei laureati triennali, il 9% dei magistrali e il 13% dei laureati a ciclo unico.
Dal rapporto Almalaurea emerge inoltre che solo il 30% dei diciannovenni si iscrive a un programma di studi di livello universitario. Un dato, quello sulle iscrizioni del 2012, che allontana in partenza quello che era l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea per il 2020, ovvero il raggiungimento del 40% di laureati nella popolazione tra i 30 e i 34 anni.
Ad oggi, tra i 25 e i 34 anni ha infatti un titolo di istruzione di terzo livello solo il 21% contro il 59% del Giappone, il 47% del Regno Unito, o il 43% di Francia e Stati Uniti. L’Italia è ben al di sotto della media Ocse (39%) e di quella dell’Ue a 21 (36%).