Lavoratori domestici più tutelati?

GINEVRA, 16 GIU – Con un ampia maggioranza di voti e una lunga ovazione, la Conferenza annuale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) ha approvato oggi a Ginevra una Convenzione ''storica'' sui diritti e la protezione delle decine di milioni di lavoratori domestici nel mondo, spesso lavoratori dell'ombra particolarmente esposti agli abusi, in maggioranza donne, in buona parte migranti. ''E' un momento storico'', ha dichiarato il direttore generale dell'Ilo Juan Somavia. ''Abbiamo compiuto un passo importante. Per la prima volta abbiamo applicato il sistema normativo dell'Ilo all'economia informale'', ha aggiunto.
La ''Convenzione sulle lavoratrici e i lavoratori domestici'' e' stata adottata con una maggioranza di oltre i due terzi dai delegati della Conferenza dell'Ilo che riunisce ogni anno rappresentanti dei governi, dei datori di lavoro e dei lavoratori dei 183 Paesi membri. Tra i governi, solo lo Swaziland ha votato contro. Mentre Paesi come Panama, Regno Unito, Singapore, Sudan, Repubblica Ceca e Thailandia si sono astenuti. L'Italia ha votato per l'adozione della Convenzione.
L'Ilo stima in 53 milioni il numero di lavoratori domestici, ma secondo altri potrebbero essere 100 milioni gli addetti alle pulizie delle case, alla preparazione dei pasti o alla cura di bambini, anziani e malati presso una o piu' famiglie. In molti Paesi non hanno hanno alcuna protezione, sono sottopagati e dipendono dalla buona volonta' dei loro datori di lavoro. Per il 56% non vi e' una legge che stabilisce un limite di orari e il 45% non ha diritto ad un giorno di riposo settimanale, ha detto Somavia. La Convenzione, che ha richiesto anni di lavoro e discussione, mira al cambiamento.
Il testo di 19 articoli – spiega Manuela Tomei, Direttrice del Programma condizioni di lavoro e occupazione dell'Ilo – stabilisce che i lavoratori domestici sono lavoratori come gli altri, ''ne' servi, ne' membri della famiglia''. Le nuove norme – che saranno vincolanti per i Paesi che ratificheranno il testo – stabiliscono che i lavoratori domestici sono titolari degli stessi diritti fondamentali nel lavoro riconosciuti agli altri lavoratori: orari ragionevoli, riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive, un limite ai pagamenti in natura, informazioni chiare sui termini di impiego e rispetto dei principi e dei diritti fondamentali nel lavoro.
Per entrare in vigore, la Convenzione ha bisogno di due ratifiche. L'Italia – ha osservato Tomei – ha votato a favore, ma ''votare a favore non significa necessariamente che il Paese ratifichera' nell'immediato'', si tratta soprattutto di un'indicazione di supporto ai principi e valori contenuti. In ogni caso, qualora decidesse di ratificare la Convenzione, ''gli sforzi richiesti per poter ottemperare agli obblighi della convenzione non sono irrealisti. E' una questione di volonta' politica''.

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Alberto Francavilla