ROMA – Le nuove truffe “firmate”: falsi incidenti, falsi contratti di cambio utenza e di affitto… e la vittima paga. Rinaldo Frignani del Corriere della Sera ha intervistato la grafologa Maria Caldarazzo, consulente della Procura di Roma. La perizia di una grafologa è fondamentale, perché tutte queste truffe partono da una firma, che può essere falsa e può essere vera, e in entrambi i casi è una trappola ai danni del legittimo titolare del nome e cognome scritto a penna.
Nei falsi incidenti, truffe alle assicurazioni e soprattutto agli assicurati, la firma è falsa perché tutto avviene alle spalle della vittima. I truffatori agiscono in gruppo e puntano una persona, spesso un anziano, del quale prendono i dati personali e la targa della macchina. Poi inscenano falsi incidenti compilando falsi Cid con la firma, ovviamente falsa, della vittima. Che però si ritrova a pagare un vero e rincarato premio dell’assicurazione, aumentato a causa del malus dovuto ai sinistri. Racconta Caldarazzo:
«Fra le molte indagini c’è quella, ad esempio, di un automobilista che, partito per un mese per le vacanze, al suo ritorno si è accorto che gli erano stati contestati tre sinistri in un giorno solo. Ovviamente lui non c’era e la macchina non si era spostata dal parcheggio – racconta la criminologa -. In circolazione ci sono gruppi che prendono di mira le persone, specialmente quelle anziane, partendo dalle targhe delle loro vetture: con firme false riempiono i Cid per presentare le denunce alle assicurazioni, accompagnandole con false carte d’identità e falsi cedolini assicurativi. La vittima si vede intanto lievitare il premio della polizza che deve pagare anche se si è già rivolta alle forze dell’ordine. Purtroppo non basta dire “quel giorno io non c’ero”. L’indagine va avanti, come la richiesta di pagamento dell’assicurazione»
In questi casi i risarcimenti, come dimostrano anche recenti inchieste, vengono incassati dai truffatori. «Vere e proprie organizzazioni per delinquere, composte da carrozzieri che rilasciano fatture e preventivi falsi, medici compiacenti che firmano certificati per colpi di frusta che non esistono», sottolinea ancora la Caldarazzo. «Da alcune settimane ci occupiamo ogni giorno di 10-15 casi come questi che creano problemi al singolo (che si ritrova invischiato in una vicenda giudiziaria, e non è mai una cosa piacevole) e alle assicurazioni, che devono subire una cattiva pubblicità perché comunque devono alzare i premi in caso di incidenti».
Occhio agli appartamenti: gruppi di truffatori funzionano come agenzie immobiliari. Falsificano le firme dei proprietari di case per fabbricare dei falsi contratti di vendita o di affitto. L’ignaro acquirente nel frattempo paga (ai truffatori) la caparra per l’affitto o per l’acquisto della casa. Ma i truffatori spariscono e per i proprietari di casa (vittime come gli acquirenti) è difficile provare di non aver mai voluto vendere o affittare l’immobile.
Un altro tipo di truffa frequente è quella dei falsi contratti di cambio utenza fatti firmare a ignari anziani, che pensano di siglare una banale lettura del contatore e invece si stanno impegnando in un contratto che li costringerà a pagare due fornitori anziché uno:
“Quindi non solo malavita comune, furti e rapine, ma anche reati odiosi come questi che colpiscono spesso chi non può difendersi. Fra le perizie grafologiche richieste alla criminologa ci sono anche quelle sulle firme apposte sui cambi di utenza. «È un altro fenomeno del momento – osserva con rammarico la Caldarazzo -, e anche in questo caso la maggior parte delle vittime è composta da pensionati ignari di aver sottoscritto un documento con il quale disdicono un contratto con una compagnia di servizi per stipularne un altro.
Basta un fax e una firma, che a volte non è nemmeno falsa perché ci sono dei giovani che pur di incassare le provvigioni sui nuovi contratti ingannano gli anziani e fanno firmare loro una ricevuta per la lettura del contatore che in realtà è il nuovo contratto. Da quel momento in poi – insiste la criminologa – il pensionato è in trappola: non può non pagare le bollette della compagnia subentrata e non può tornare a quella vecchia se non salda il debito. Anche in questo caso, purtroppo, la denuncia alle forze dell’ordine non blocca l’iter e per avere giustizia possono servire anni, nonostante la procura si attivi immediatamente».
Altro fenomeno è poi quello dei ragazzi «che per comprarsi la macchina o andare in vacanza chiedono un prestito alla finanziaria e poi, quando non pagano le rate del debito, dicono di non averlo mai chiesto. A quel punto scattano le perizie grafologiche sulla firma sul contratto e i giovani rischiano anche una denuncia per calunnia». A preoccupare è proprio il numero di casi, in sensibile aumento. «Non vorrei fare del terrorismo psicologico – conclude l’esperta – ma la realtà è purtroppo questa. Vorrei lanciare un appello: non firmate mai nulla, anche se questo vale per chi viene avvicinato di persona dai truffatori. L’esperienza dimostra che spesso basta parcheggiare l’auto per qualche giorno di troppo per ritrovarsi vittime di raggiri. Accade specialmente in aeroporto. E non è facile uscirne».