MILANO, 27 SET – I legali di Lele Mora, in carcere da oltre 3 mesi per bancarotta fraudolenta, si sono 'appellati' ai pm di Milano titolari dell'inchiesta perche' acconsentano a fare entrare ad Opera alcuni medici, indicati dai difensori. Un ''intervento indispensabile'', a detta dei difensori, di fronte a un quadro clinico aggravato che potrebbe diventare ''irreversibile''.
Gli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi avevano presentato, nei giorni scorsi, una istanza al gip di Milano, Fabio Antezza, perche' disponesse accertamenti sulle condizioni di salute dell'impresario dei vip e valutasse le ''condizioni'' per la detenzione. Il giudice ha fatto effettuare le verifiche, ma ha stabilito che Mora puo' restare in carcere.
Cosi' gli avvocati hanno deciso di depositare una istanza ai pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, nella quale fanno riferimento ai ''22 kg persi'' dall'agente dei vip in carcere e al fatto che e' ''stanco, prostrato e confuso''. Anche una settimana fa, hanno spiegato i legali, ''ha avuto un collasso''.
I difensori spiegano, inoltre, basandosi su alcune relazioni mediche, che Mora soffre di ''diabete e ipertensione'', patologie '''gravi che possono aggravarsi con la detenzione''. In piu', i legali parlano di una situazione ''psicologica'' difficile per l'impresario. Ora spetta ai pm decidere se acconsentire o meno all'intervento dei medici, mentre il legali entro la fine della settimana depositeranno il ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame che ha negato i domiciliari a Mora per il pericolo di fuga. Infine, i pm stanno valutando se chiedere il giudizio immediato per il talent scout.