
Lenin, torna in piazza a Cavriago (R.E.) la copia del busto originale, cinque mesi di celebrazioni
Lenin il rivoluzionario torna in piazza a Cavriago. Il busto originale (unico in Italia) rimarrò presso il Multiplo Centro Cultura di Cavriago (il Centro culturale che lo ha gelosamente custodito per anni), mentre nella piazza centrale sarà esposta una copia. Per il bronzo, donato alla cittadina emiliana (provincia di Reggio) dalla Unione Sovietica 50 anni fa, nessuna processione laica coi turiboli rosso-Marx o incensieri del Nazareno. No, sarebbe una irrispettosa carnevalata. Il monumento dedicato al leader bolscevico della Rivoluzione d’ottobre (febbraio 1917, crollo dell’Impero russo, nascita della Russia sovietica) sarà piuttosto onorato con una serie di eventi “caratterizzati dall’utilizzo di differenti linguaggi artistici “, come ha spiegato la sindaca Francesca Bedogni. Pronto il calendario. Eventi, riflessioni storiche, fotografia, podcast. Una rassegna “non per volgere lo sguardo all’indietro, ma per guardare in avanti”. Il busto originale era stato collocato nel centro di Cavriago il 19 aprile 1970. Attesi migliaia di simpatizzanti, turisti, curiosi. Assicurata una esemplare vigilanza per impedire gli atti vandalici e i numerosi scherzi goliardici che hanno costretto gli amministratori a ritirare l’originale e sostituirlo con una copia.
IL BUSTO PORTATO IN ITALIA DALLA MILIZIA FASCISTA
Il 22 luglio 1942 la Milizia fascista, impegnata nella campagna italiana di Russia (tre divisioni, una disfatta) portarono in Italia il busto di Lenin come ricordo e bottino di guerra. Dopo la Liberazione il busto, recuperato in Toscana, fu consegnato all’Ambasciata Sovietica di Roma che lo ha poi donato a Cavriago il 19 aprile. La collocazione in piazza risale al 19 aprile 1970. Lo stesso Lenin, durante il primo congresso della Terza Internazionale Comunista (Mosca, 6 marzo 1919), elogiò apertamente “i compagni cavriaghesi”. Due anni dopo (settembre 1921) il consiglio comunale di Cavriago, a maggioranza Comunista, approvò una delibera per donare alla causa sovietica una cospicua somma. Di qui una fedeltà secolare che non ha eguali in Europa. E che attrae visitatori. Il busto di Lenin è diventato (anche) un piccolo business.
LA TRIONFERÀ, DEBUTTO CON MASSIMO ZAMBONI
Il primo evento della rassegna celebrativa è affidato ad un reggiano doc, lo scrittore e cantautore Massimo Zamboni, 65 anni, autore di “La trionferà “, una bella storia d’amore, passione cieca e accorata, fatta di dolori, rincorse, delusioni, ritorni di fiamma. Dunque, niente a che fare con la Politica. Strano, Seguiranno la giornalista-scrittrice Orietta Moscateli con il suo ultimo libro (“Putin e puntinismo in guerra”, ed. Antenore) con cui decifra la psicologia del potere moscovita e l’ideologia che promuove . Hanno garantito la loro presenza anche Gianfranco Pasquino e il vignettista Vauro Senesi.
PASTERNAK : CON I FATTI GRIDAVA LA STORIA
Il celebre scrittore moscovita, autore di un epico affresco della storia russa attraverso le tormentate vicende di un intellettuale (“Il dottor Zivago”),era un convinto estimatore di Lenin. Famoso il suo intervento al nono Congresso dei Soviet:”Ricordo il suo parlare, mi trafisse la nuca di scintille come il sibilo d’una sferica folgore….si rivolgeva ai fatti e attraverso di essi gridava alla storia”. Luigi Salvatorell scrisse su “La Stampa” (23 gennaio 1924:”Era lo spirito di Tamerlano calato nei dogmi di Karl Marx”. Insomma, un fanatico ideologo ma coi piedi .
