Libano: La Russa; troppi soldati, subito a casa in 600

ROMA – Nessuna intenzione ''di abbandonare
unilateralmente il Libano, ma 1780 soldati impegnati nella
missione sono troppi''. Dopo l'attentato che ieri ha ferito sei
caschi blu italiani a sud di Beirut, il ministro della Difesa
Ignazio La Russa spiega in un'intervista a Repubblica che ''non
avendo piu' il comando della missione'' occorre ''scendere a
1100 uomini al piu' presto''.
In piu', spiega La Russa, va avviata un'azione diplomatica
anche per coinvolgere nell'operazione altri Paesi: ''Non molto
tempo fa – sottolinea – avevo dato l'incarico al generale
Camporini di verificare la disponibilita' a partecipare alla
missione da parte di Stati maggiori di Paesi dell'America Latina
e dell'Europa, ma questa iniziativa non ebbe seguito. Ora ci
vuole una nuova azione diplomatica per spingere altri Stati,
anche extra-europei, a fornire uomini e mezzi''.
Con Calderoli, prosegue, ''abbiamo concordato che il piano di
rientro deve essere concertato con le organizzazioni
internazionali. E' corretto sollecitare un'azione diplomatica,
ritirarci sarebbe sbagliato''. Per quanto riguarda la matrice
dell'attentato, per il ministro si tratta di ''frange
palestinesi'', non ci sono per ora ''segnali'' per ''avvalorare
l'ipotesi della regia siriana'' anche se, conclude, ''nel campo
della fantasia, tutto e' possibile''.

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