BERGAMO, 14 SET – Il tribunale di Bergamo ha accolto il ricorso di un operaio di 42 anni che nel marzo del 2010 fu licenziato dall'azienda bergamasca in cui lavorava da 16 anni, dopo una lite con un collega. Il giudice del lavoro ha giudicato illegittimo il licenziamento e ha disposto il reintegro del lavoratore.
''Le sanzioni disciplinari – si legge nella sentenza – devono essere proporzionate alla 'gravita' dell'infrazione' valutata nella sua entita' oggettiva e soggettiva. Risulta accertato che il lavoratore ha preso parte a un diverbio e ha insultato un collega venendo poi colpito al volto da quest'ultimo. Tale condotta del ricorrente, di sicuro rilievo disciplinare, non e' tuttavia sufficientemente grave da supportare una sanzione espulsiva''.
Da qui la decisione di annullare il licenziamento, avvenuto pochi giorni dopo la lite. L'azienda, oltre al reintegro, che tuttavia non avverra' perche' il lavoratore ha trovato altra occupazione, e' stata condannata a risarcirlo di tutti i mancati guadagni dalla data del licenziamento e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali perduti.
