Si è ucciso, sparandosi un colpo di pistola alla testa, dopo averne esploso un altro – forse accidentalmente – verso il figlio, ferendolo ad una gamba, durante una lite con la moglie. Il giovane era intervenuto a difesa della madre.
La tragedia familiare è avvenuta la notte di lunedì 10 maggio, intorno alle 22,30, in una abitazione in località Serragrande, nel comune di Rosignano Marittimo. Ne ha dato notizia il quotidiano locale ” Il Tirreno”.
I motivi che hanno generato la lite sono ancora da chiarire. La vittima è Vincenzo Ragusa, 60 anni, imprenditore edile. Il figlio, Fabio, 24 anni, che lavora nell’ impresa del padre, non è in pericolo di vita.
La scorsa notte, quando l’ uomo è tornato a casa, è nata una discussione con la moglie. I toni si sono esasperati e in pochi minuti la discussione è divenuta lite nel corso della quale il Ragusa ha impugnato una pistola ed ha minacciato di morte la moglie.
Il figlio è intervenuto per cercare di separare i genitori e di disarmare il padre, ma dal revolver è partito un colpo che lo ha ferito.
L’ imprenditore, disperato nel vedere il figlio a terra sanguinante, si è puntato la pistola alla tempia ed ha sparato morendo sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.