LIVORNO, 13 FEB – E' stato recuperato il corpo di Davide Curcio, il comandante del peschereccio 'Santa Lucia II', naufragato a circa 7 miglia da Rosignano (Livorno) l'11 gennaio scorso. Il corpo dell'uomo era rimasto intrappolato da quel giorno nella cabina dell'imbarcazione, da dove intorno alle 15,30 e' stato estratto dai sub della Marina Militare, intervenuta con la nave 'dragamine' Viareggio, supportata da una motovedetta della Capitaneria di Livorno. Il relitto si trova a oltre 60 metri di profondita'.
Nel naufragio dell'11 gennaio e' morto anche il padre di Curcio, Silverio, 64 anni, il cui corpo fu afferrato nell'immediatezza della tragedia dall'unico superstite, un marinaio sardo di 37 anni, Roberto Caddeo. Il corpo di Davide Curcio era stato individuato all'interno del relitto dai sub del Cnes della polizia di La Spezia. Le operazioni di recupero di oggi erano iniziate nelle prime ore del mattino e si erano sviluppate con un robot sottomarino 'Rov' (al quale e' applicata anche una mini-videocamera). ''E' stata un'operazione complicata – spiega il comandante in seconda della Capitaneria di porto di Livorno, Lorenzo Cantore – Avremmo potuto agire prima, ma azioni come queste sono possibili solo con mare forza 0 e nelle settimane precedenti questo non si era mai verificato''. La guardia costiera, peraltro, ringrazia la prefettura ''poiche' si e' fatta parte attiva nell'interessamento della Marina Militare tramite lo Stato maggiore''. Ora il cadavere di Curcio si trova sull'imbarcazione della guardia costiera che lo portera' a Livorno per metterlo a disposizione della Procura, che sull'incidente ha aperto un'indagine.
