MILANO, 4 LUG – Meno di due anni fa la sentenza di primo grado con cui Fininvest era stata condannata a versare un risarcimento di 750 milioni di euro a Cir, e ora, a giorni, e' atteso il verdetto di secondo grado.
Dovrebbe arrivare alla fine della settimana la decisione dei giudici della seconda Corte d'Appello civile di Milano nella causa che vede contrapposte la societa' del Biscione e la holding della famiglia De Benedetti per la vicenda del lodo Mondadori. Una causa, questa, che non e' altro che la conseguenza, in sede civile, di un processo penale finito nel 2007 con le condanne definitive, per corruzione in atti giudiziari, del giudice Vittorio Metta e degli avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. La Cassazione, quattro anni fa, aveva confermato l'ipotesi delle indagini avviate nel 1996 dalla Procura milanese: la sentenza del 1991 della Corte d'Appello di Roma sfavorevole a De Benedetti nelle cosiddetta 'battaglia di Segrate' fu 'comprata' corrompendo il giudice Metta con almeno 400 milioni di lire provenienti dai conti esteri di Fininvest. Silvio Berlusconi venne prosciolto per prescrizione in modo irrevocabile nel novembre 2001.
Avviato nell'aprile 2004 il procedimento civile e' arrivato a sentenza il 3 ottobre 2009: il giudice Raimondo Mesiano aveva stabilito che Cir ''ha diritto'' al risarcimento da parte di Fininvest ''del danno patrimoniale da perdita di 'chance' di un giudizio imparziale''. Risarcimento che aveva quantificato in 749.995.611,93 euro a cui si aggiungono gli interessi legali, le spese del giudizio e, tra l'altro, due milioni di euro per gli onorari. Pochi giorni dopo il ricorso in appello della societa' di via Peleocapa, poi la sospensione dell'escutivita' della sentenza del Tribunale decisa dai giudici di secondo grado, 'congelata' almeno fino all'esito del processo d'appello con una fideiussione bancaria da 806 milioni di euro presentata da Fininvest.
In vista della sentenza d'appello, l'anno scorso, i magistrati avevano nominato un pool di esperti, guidati dall'ex rettore della Bocconi Luigi Guatri, per stabilire ''se e quali variazioni dei valori delle societa' e delle aziende oggetto di scambio fra le parti siano intervenuti tra il giugno del 1990 e l'aprile del 1991, con riguardo agli andamenti economici delle stesse e di evoluzione dei mercati dei settori di riferimento''.
A settembre 2010 le conclusioni dei consulenti tecnici della Corte: avevano stabilito che il danno subito dalla holding della famiglia De Benedetti esisteva anche se, a loro avviso, era minore rispetto alla quantificazione del Tribunale. Ora l'ultima e tanto attesa parola spetta ai giudici di secondo grado, che arrivera' a giorni.
