BOLOGNA, 28 SET – Due operai, il caposquadra e il capocantiere di una ditta, la Tensiter di Torino, impegnata nei lavori della variante di valico, il nuovo tratto della A1 Bologna-Firenze in costruzione sull'Appennino, sono stati condannati a un anno e sei mesi (pena sospesa) per omicidio colposo per un incidente sul lavoro avvenuto il 5 agosto 2005 in località Gardelletta, nel comune di Marzabotto, quando un operaio di 58 anni morì dopo essere stato travolto da un blocco di cemento di 800 kg che era stato fissato male alla volta di una galleria artificiale in cui stava lavorando. Il Pm Laura Sola aveva chiesto analoga condanna. Assolto invece un gruista della Tensiter.
La sentenza del giudice di Bologna Aldo Resta ha previsto anche una provvisionale immediatamente esecutiva di 30.000 euro ciascuno alla moglie e ai tre figli della vittima, che si chiamava Alfio Russo, ed era nato e abitava a Catania. Fino ad ora i familiari della vittima hanno ricevuto solo il risarcimento dell'Inail e non delle assicurazioni.
L'uomo era dipendente della ditta 'Ferrari' di Roma, che aveva in appalto i lavori al 'Lotto 4' del cantiere della variante. Alla Tensiter spettava il compito di fissare i pannelli, di 4 metri per 1,20, con tasselli ad espansione, al tetto della galleria (nel tratto ne sono stati fissati 1.200).
In quel caso, però, secondo quanto hanno accertato i consulenti tecnici, il tassello era stato messo male perché i dadi che lo dovevano fissare non erano stati avvitati. Russo, 4 giorni dopo, doveva bloccare definitivamente con una gettata di calcestruzzo il pannello. Ma appena iniziato il lavoro ci fu il distacco dal soffitto. Russo venne soccorso ma mori' durante il trasporto all'ospedale.
Dopo l'incidente vennero controllati tutti i pannelli del tratto e ne vennero trovati altri fissati non perfettamente. Le indagini vennero svolte dai carabinieri e dall'ausl.
