MILANO – Il cianuro nel crodino del farmacista Luigi Fontana è stato messo da Granfranco Bona. L’imprenditore ha confessato di averlo avvelenato nel bar di Milano, con la scusa di offrirgli un aperitivo. Il cianuro era stato dato a Bona proprio da Fontana. L’uomo aveva detto al farmacista di avere dei problemi con i topi. Il particolare è stato precisato stamani dalla Squadra Mobile, che indaga sul caso. Secondo la confessione, Gianfranco Bona lo ha avvelenato sfruttando l’aperitivo, un’abitudine che tra i due, conoscenti da decenni, era abbastanza frequente.
Bona ha portato un analcolico e un caffè, su un vassoietto, dal bar a fianco fino alla farmacia. Ha approfittato del tragitto per inserire la dose di veleno. La sostanza l’aveva procurata lo stesso dottore, perché l’amico imprenditore gli aveva detto di dover uccidere dei topi a casa sua, oltre un mese fa. Subito dopo aver bevuto Luigi Fontana ha avuto un malore. Ma solo due giorni dopo all’ospedale le analisi hanno evidenziato un’altissima presenza del cianuro nel sangue.
