ROMA – Luigi Preiti, l’attentatore di piazza Colonna, a Roma, ”aveva pensato di suicidarsi in albergo ma poi ha desistito pensando che sarebbe stato interpretato come uno dei tanti suicidi legati alla crisi”. Lo hanno detto i suoi difensori dopo l’interrogatorio di garanzia.
Gli avvocati hanno anche riferito che quando è stato immobilizzato da un carabiniere, davanti a Palazzo Chigi, Preiti gli ha domandato: “Perché non mi avete sparato?”. Secondo i due legali il loro assistito si aspettava ”che la sua azione dimostrativa culminasse con la sua morte”.
Durante l’interrogatorio di garanzia Preiti avrebbe chiesto scusa all’arma dei carabinieri ed in particolare ai familiari dei due feriti.
Dopo quattro ore di interrogatorio il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto di Preiti. Durante l’interrogatorio l’uomo, hanno detto i suoi avvocati, è apparso “molto scosso” e ha avuto alcune crisi di pianto.
Nel corso dell’interrogatorio Preiti avrebbe ribadito che il suo voleva essere solo un “gesto eclatente” legato alla sua condizione personale, e di non aver ”nulla contro un singolo politico e tantomeno con l’arma dei carabinieri”. Sulla matricola abrasa della pistola, Preiti ha confermato di aver acquistato l’arma “circa quattro anni fa sul mercato di Genova e di averla portata con sé in Calabria all’insaputa di tutti”. Secondo gli avvocati Preiti l’avrebbe comprata ”anche per difesa personale”.