MACERATA – Sarebbero stati ammazzati e poi chiusi in un'auto data alle fiamme perche', nonostante vari avvertimenti, non avevano pagato una partita di droga. Questo lo scenario ipotizzato dalla procura di Macerata, che indaga sull'esecuzione di due spacciatori marocchini, Younes Inani, e Hassan El Habboui, entrambi di 30 anni, trovati carbonizzati la notte del 25 maggio in una Y10 incendiata lungo il greto di un fiume, a San Faustino di Cingoli (Macerata). L'autopsia, condotta dal medico legale Marco Valsecchi nell'ospedale di Ancona, e terminata ieri a tarda notte, ha stablito che Inani e' stato ucciso con due colpi di pistola alla testa, ed e' deceduto sul colpo. El Habboui invece e' stato ferito con due coltellate all'addome: non sarebbe morto subito, ma per dissanguamento, chiuso insieme al connazionale fra i sedili posteriori e il vano portabagagli della vettura incendiata. L'auto e' risultata di proprieta' di una marocchina di 25 anni, A. Z., fidanzata di El Habboui, e residente a Foggia. Ascoltata ieri dai carabinieri in Puglia, ha detto di aver prestato la Y10 al compagno, per i suoi spostamenti. Inani aveva un permesso di soggiorno spagnolo, ed era arrivato in Italia da quattro mesi, El Habboui era in possesso di un regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese. Le loro abitazioni sono state perquisite in nottata. Secondo gli investigatori, i due spacciavano droga, soprattutto cocaina, fra Senigallia e Jesi, per conto di un'organizzazione piu' ampia, che controlla il traffico di stupefacenti in una vasta area delle Marche.
