Macerata. Due cadaveri carbonizzati, forse regolamento di conti per droga

MACERATA – Dovrebbe esserci un regolamento di conti legato all'ambiente dello spaccio della droga dietro alla morte di due nordafricani, trovati carbonizzati dentro un'automobile data alle fiamme la scorsa notte sul greto del 'Fiumicello' a San Faustino di Cingoli (Macerata). L'autopsia, effettuata presso il polo di Torrette di Ancona, avrebbe appurato che i due erano gia' morti quando e' stato appiccato il fuoco: i corpi erano adagiati fra i sedili posteriori abbassati e il bagagliaio di una Y10. Nessuna traccia di corde o legacci. Li hanno trovati i vigili del fuoco, intervenuti per la segnalazione di un'auto in fiamme a San Faustino di Cingoli (Macerata). I due uomini non sarebbero stati ancora identificati ufficialmente (i documenti sono quasi illeggibili), ma le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal pm di Macerata Andrea Belli sembrano avere imboccato una pista ben precisa, che potrebbe essere collegata ad un filone di inchiesta gia' seguito dalla Procura maceratese. La vettura era ferma in uno slargo della strada che dalla frazione di San Faustino conduce a quella di Botontano e i carabinieri stanno cercando di rintracciare eventuali testimoni, anche se la zona di notte non e' molto frequentata. Le indagini sono condotte nel massimo riserbo, ma l'episodio e' particolarmente inquietante per l'efferatezza del duplice omicidio e le modalita' di ''eliminazione'' dei cadaveri. Non a caso il sindaco di Cingoli e senatore del Pdl Filippo Saltamartini ha subito telefonato al sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, chiedendo la convocazione urgente del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Per Saltamartini si tratta di ''un preoccupante salto di qualita' della criminalita' infiltrata nel territorio''. E l'episodio – afferma – ''e' avvenuto in una zona di confine fra i Comuni di Cingoli e Filottrano'' tra le Province di Macerata e Ancona, ''dove la vigilanza delle forze di polizia e' scarsa. Ho ripetutamente sollecitato un potenziamento della stazione dei carabinieri, quattro militari in tutto, e da ultimo la Prefettura di Macerata ne ha inviato uno in piu''', ma e' evidente, che si tratta di misure ''insufficienti a garantire la sicurezza del territorio''. Il Comune da lui guidato ha fatto ''il possibile, assumendo un agente di polizia municipale in piu' e installando un sistema di videosorveglianza costato 200mila euro''. Ma di fronte all'aumento di rapine a mano armata, furti, spaccio di cocaina con addentellati transnazionali, ''lo Stato deve dare segnali chiari, forti. Noi la nostra parte d'abbiamo fatta, aspettiamo la risposta dello Stato''.

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