Maddalena di Chiomonte: migliaia di No Tav in presidio

CHIOMONTE (TORINO), 26 GIU – C'e' gran fermento sul piazzale della Maddalena di Chiomonte, sede del presidio degli attiviti No Tav che si oppongono all'apertura del cantiere del tunnel esplorativo della nuova ferrovia Torino-Lione. Le operazioni per l'apertura del cantiere sono attese a giorni se non addirittura a ore.
Da stamani, dopo la decisione di organizzare per questa sera una fiaccolata di protesta, auto e pullmini scaricano militanti – molti altri arrivano a piedi – e tanti si accampano montando nuove tende che si sono aggiunte a quelle gia' allestite da settimane.
''Siamo in migliaia'', dice uno degli organizzatori del movimento No Tav. Sul traliccio alla sommita' della collina c'e' un cartellone con le foto dei ministri Umberto Bossi e Roberto Maroni e del Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e la scritta 'Padroni a casa nostra. (uno degli slogan del Carroccio, ndr). Ricordatevelo!'.
L'''allarme generale'' dei No Tav per il probabile imminente arrivo delle forze dell'ordine, chiamate per consentire l'avvio del cantiere, e' scattato da ore. Ed e' partita la mobilitazione, con mail, sms e messaggi sui siti internet, con l'invito ad andare alla Maddalena e ''resistere, con coraggio e determinazione, per quelli che sono i giorni decisivi''.
Il variegato popolo No Tav oggi ha ingannato l'attesa chiacchierando e pranzando sotto il tendone allestito al presidio o sotto gli alberi, al riparo dal gran caldo. Finito il pranzo, le cuoche volontarie del movimento stanno gia' preparando i panini per la serata. Nel pomeriggio sul piazzale ci saranno spettacoli teatrali ('L'opera bluffa. Ode per un binario morto'), letture sulle 'donne e la Resistenza', giochi per bambini.
Dopo la fiaccolata, che partira' alle 21 dal piazzale della stazione ferroviaria, i 'cattolici No Tav' si raccoglieranno in preghiera attorno al pilone votivo eretto nei giorni scorsi con le immagini della Madonna del Rocciamelone (la cima montuosa simbolo della Val Susa) e di altri santi a cui i valsusini sono devoti.

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Alberto Francavilla