ROMA – ”Dopo aver perso tutto ho tentato di togliermi la vita. Per questa vicenda mio figlio, gravemente malato, non mi parla piu”’. Nei rivoli della vicenda che vede Gianfranco Lande, il cosiddetto Maddoff dei Parioli, accusato di una maxi truffa di oltre 200 milioni a nomi noti della Roma bene, ci sono storie di investitori che oltre al denaro andato in fumo hanno avuto pesanti ripercussioni anche nella vita privata.
E’ il caso della signora Anna Maria C., 70 anni, ex proprietaria di un noto ristorante a due passi da via Veneto, che con il gruppo Lande ha perso circa un milione di euro. Denaro, che come ha raccontato oggi in aula, sarebbe servito a pagare le cure del figlio, affetto da una gravissima forma di depressione, e a garantirgli un futuro dignitoso.
”Dopo che mi venne diagnosticata la tubercolosi, nel 2006, decisi di vendermi il ristorante e alcuni appartamenti – ha raccontato in lacrime – e tutto il denaro lo affidai a Giampiero Castellacci (imputato in altro procedimento legato a questa vicenda). All’inizio le cose andavano bene, ogni tre mesi ricevevo 15 mila euro (circa 188 mila euro in tre anni), con quei soldi potevo garantire a mio figlio le visite in cliniche specializzate”.
Le cose cambiano nel 2010; la signora, nonostante le rassicurazioni ricevute, ottiene solo 8 mila euro. ”Seppi dell’arresto di Lande, che non ho mai incontrato e conosciuto, dal telegiornale. Il giorno prima avevo parlato con Raffaella Raspi, la sua compagna, che mi aveva rassicurato che tutto era sotto controllo”.
In pochi mesi la vita della donna si tramuta in un inferno. ”Vivevo in affitto e fui costretta a lasciare la casa e andare da mia sorella a Napoli, per mio figlio fu un colpo durissimo – ha concluso -. Io rappresentavo tutto per lui e da allora, siamo nel maggio dello scorso anno, non mi parla piu’. Ora sbarco il lunario facendo la badante e stirando, per pochi euro, camice e vestiti”.