Madoff dei Parioli, il pm chiede 12 anni e 8 mesi per Lande

ROMA, 7 GIU – Il pm della Procura di Roma ha chiesto una condanna a 12 anni e 8 mesi di reclusione nei confronti di Gianfranco Lande, noto come il Madoff dei Parioli, accusato di associazione a delinquere finalizzata all'abusiva attivita' finanziaria. Secondo l'accusa, Lande avrebbe truffato per oltre 200 milioni di euro vip e nomi noti della Roma bene. Il 30 maggio scorso l'operatore finanziario era stato condannato a 4 anni e 6 mesi, con rito abbreviato, in relazione alla bancarotta della socita' Egp France.

Nel corso della sua requisitoria il pm Luca Tescaroli ha ricostruito le fasi della vicenda delineando anche la figura di Lande. ''Un uomo – ha detto il magistrato – dalle spregiudicate metodiche truffaldine, che per almeno 15 anni ha appagato il suo senso di affermazione sociale, di arricchimento personale, di avidita' e di tenore di vita principesco per almeno quindici anni, fato di ristoranti di lusso, appartamenti arredati con sfarzo nei migliori di Roma e Londra''.

Per il rappresentante dell'accusa il Madoff dei Parioli ha ''garantito un guadagno facile a una mutiforme realta' di investitori attratti dal miraggio di facili guadagni. Un passaparola qualificato nei salotti della capitale con accesso quasi elitario''. Tescaroli ha parlato di ''rapporti relazionali di matrice massonica che hanno consentito a un uomo venuto dal nulla di avere legali con esponenti della Roma bene e degli ambienti economico-finanziari''.

Un'attivita' illecita venuta alla luce grazie alla crisi economica che ''ha generato timori negli investitori e che hanno chiesto la restituzione dei loro soldi''. Per il pm tra i tra i danneggiati, ci sono anche ''uomini e donne probi (come Sabina Guzzanti) che hanno dichiarato al fisco i loro risparmi nonostante gli inviti a desistere da parte di Lande e dei suoi sodali''.

Tra gli investitori anche ''giovani e inesperti (tra cui orfani di madre, disabili) e professionisti perbene che hanno perso i risparmi di una vita. Molti, invece, hanno speculato nascondendo i loro nomi dietro acronimi o nomi di fantasia, alcuni dei quali sono tuttora ignoti tranne che a Lande e agli stessi investitori''. In conclusione Tescaroli ha spiegato che in questa vicenda ''quello che' emerso e' solo la punta dell'iceberg di una attivita' criminosa complessa e inquietante''.

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Daniela Lauria