”Le denunce di mia madre e di mia sorella contro il vicino, Gioacchino Sereni, sono state numerose nel corso degli anni ma non sono mai state seriamente prese in considerazione. Credo che le autorità abbiano sottovalutato ampiamente il pericolo”. E’ quanto ha detto Adamo Bigalli, figlio di Anna Maria Lotti, 64 anni, uccisa dal vicino a coltellate ieri sera a Signa (Firenze), e fratello di Eva Bigalli, 40 anni, gravissima in ospedale, secondo quanto riferito dal legale della famiglia, avvocato Lisa Parrini.
Oltre alle molestie e alle brutte parole verso le donne, Sereni nel tempo e in momenti diversi è stato denunciato dalle sue vittime più volte: solo il 15 settembre scorso, aveva denunciato Anna Maria Lotti, l’uomo le avrebbe minacciate: “Quel giorno – si legge nella denuncia – ‘Sereni e sua moglie Valeria, che si trovavano nel loro giardino, hanno cominciato a insultarmi e minacciarmi”, usando parolacce e dicendo ”la figlia non c’è, vi si ammazza tutte, vi si squarta tutte e due”. Anche la moglie di Sereni, secondo la denunciante, avrebbe detto: ”Lascia fare, tanto manca poco, manca poco e vedranno”.
Non solo: nel tempo Sereni è stato denunciato per aver lanciato pietre contro Anna Maria Lotti; per minacce; per aver tirato sassi con una fionda alle finestre; per aver scagliato con la stessa fionda una pietra ferendo al volto Eva Bigalli che guarì in 20 giorni; inoltre, fabbricata una lancia, per arpionare dal giardino i cani delle vicine minacciando di avvelenarli. Proprio a causa del vicino, le due donne erano seguite dal servizio psichiatrico pubblico.
”Eva Bigalli aveva anche manifestato alla madre il desiderio di cambiare casa, anche se ci abitavano da poco tempo, pur di allontanarsi da quel vicino pericoloso”, riferisce ancora l’avvocato Parrini. Gioacchino Sereni, che è originario di Castel San Niccolò (Arezzo), già nel 2008 aveva patteggiato la condanna – un’ammenda – per minacce con coltello e fucile ad Adamo Bigalli e alla compagna (la lama fu puntata alla gola della donna), episodio del 2007; mentre in un altro procedimento, per molestie e aggressioni alla sorella Eva Bigalli e alla madre Anna Maria, il gip aveva stabilito per lui il divieto di avvicinamento alle due donne.