PALERMO – Nei pizzini scritti dai boss Lo Piccolo era ''y''. Proprio dal ritrovamento della ''corrispondenza'' nel covo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo gli investigatori sono risaliti a Filippo Catania a cui oggi sono stati sequestrati beni per oltre cinque milioni di euro, tra cui due spa con il marchio ''O sole mio city''. Ci sono anche le beauty farm, infatti, tra i nuovi investumenti scelti dalle cosche per 'ripulire' il denaro sporco.
Catania e' cognato di Gerardo Parisi, detto ''Zucco'', gia' condannato in via definitiva nel 2010 per aver curato la latitanza di Francesco Franzese, e testimone di nozze di Francesco Di Pace, arrestato nel marzo del 2008 e molto vicino a Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
Piuttosto complessa e' stata la ricostruzione, condotta dagli investigatori dell'ufficio Misure di prevenzione della Questura di Palermo, della sfera di interessi economici di Catania, anche a causa degli innumerevoli escamotage da lui utilizzati per evitare il sequestro. Catania usava infatti una fitta rete di prestanome e fiduciari, alcuni reclutati all'interno del suo stesso nucleo familiare, attraverso i quali ha gestito, in maniera esclusiva, l'esercizio delle attivita' commerciali.
Le indagini hanno fatto emergere come nel 2005 fosse stata creata una societa' di fatto tra Giovanni Bonanno e Catania per la realizzazione di una lussuosa beauty farm in via Liberta', investendo capitali frutto delle attivita' illecite della famiglia mafiosa di Resuttana. Bonanno, originariamente vicino ai Lo Piccolo, entro' poi in conflitto con i boss per presunti ammanchi di denaro dalla cassa della famiglia e fu prima estromesso dagli affari e poi ucciso con il metodo della ''lupara bianca'' nel 2006.
