Mafia: al processo Mori un pizzino di Ciancimino: ecco il testo

PALERMO – ''Per papà. Ho visto Giancarlo come da appuntamento: ho posto i tre quesiti ('T', '18 P' e se era possibile prima della Cass. andare a casa). Mi ha detto che fino ad ora non ci sono novità. Restano i vecchi accordi presi con te''.

Comincia così l'ultimo dei pizzini sequestrati a casa di Massimo Ciancimino. Il documento, che risale agli inizi del 1993, come appurato dalla Scientifica, sarebbe stato indirizzato al padre, l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito che allora era detenuto.

Il biglietto, manoscritto e originale, era tra i documenti sequestrati nell'archivio segreto di Massimo trovati dopo il suo arresto, avvenuto il 22 aprile scorso.

''T non fa niente prima della sentenza P – prosegue – Dichiarazioni dei pentiti (nuovi) su di te non dicono nulla. Le ha lette. Aspetta insediamento del nuovo a Palermo. (E' amico), per sapere notizie dei nuovi assetti''.

''Per quanto riguarda P – aggiunge – si preoccupa di interventi esterni e per poterli arginare ha bisogno di parlare con te. Abbiamo stabilito che è il caso che vi incontriate al più presto. Come te lo spiego giorno 12 al colloquio''. Poi Massimo Ciancimino scrive: ''IMPORTANTE: per il giorno 14-1-93 puoi fare la rinunzia a presenziare in udienza. Per il giorno 18-1-93 aspetta mie istruzioni che posso darti solo io il giorno 12''.

Sul testo criptico del pizzino scritto al padre, Massimo Ciancimino ha fornito alcune spiegazioni ai pm che stanno cercando di ricostruirne il contenuto.

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Maria Elena Perrero