PALERMO – La sesta sezione della corte d’appello di Palermo ha assolto l’ex deputato regionale di Forza Italia Giovanni Mercadante dall’accusa di associazione mafiosa. In primo grado aveva avuto 10 anni e 8 mesi.
La Corte, dopo una camera di consiglio di oltre 9 ore, ha confermato invece la condanna del boss Antonino Cinà a 16 anni. Ridotta a 7 anni la condanna a 9 anni e 4 mesi decisa per lo storico capomafia di Torretta, Lorenzino Di Maggio, ritenuto vicino ai boss palermitani Sandro e Salvatore Lo Piccolo.
Cinà era imputato di associazione mafiosa ed estorsione, Di Maggio solo di estorsione. Confermata la pena di 6 anni per il capomafia Bernardo Provenzano, accusato in questo processo di tentata estorsione, e quella di sei mesi inflitta a Paolo Buscemi, commerciante imputato di favoreggiamento. Il processo nasce da una tranche dell’inchiesta denominata ‘Gotha’ che portò in cella ‘colonnelli’ e gregari del boss Provenzano.
”Sono felice ed emozionato. Ringrazio gli avvocati, Dio e la mia famiglia”. Così Giovanni Mercadante ha commentato con il suo legale, l’avvocato Francesca Li Vecchi, il verdetto. Mercadante è ancora ai domiciliari perchè l’ordinanza di revoca disposta dai giudici non è stata ancora eseguita. A suo carico, dunque, vige ancora il divieto di comunicare con l’esterno.
