
ROMA – Franco Panzironi e Luca Odevaine restano in carcere, mentre per Fabio Gaudenzi scattano gli arresti domiciliari. Questa la decisione del tribunale del Riesame che la mattina del 24 dicembre ha confermato l’arresto per alcuni indagati nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, tra cui proprio l’ex amministratore delegato di Ama Panzironi e il responsabile della polizia provinciale Odevaine.
Il tribunale del Riesame ha bocciato i ricorsi per la libertà presentati dai difensori di Panzironi, Cristiano Guarnera, Giuseppe Ietto e di Nadia Cerrito, segretaria del presidente della Cooperativa 29 giugno Salvatore Buzzi, che restano in carcere con l’accusa anche di partecipazione all’associazione di stampo mafioso.
Per Fabio Gaudenzi invece sono scattati gli arresti domiciliari, con il Riesame che ha annullato l’accusa di associazione di stampo mafioso ma resta accusato di altri reati, relativi al trasferimento fraudolento di valori, e di usura.
Il Riesame, presieduto da Bruno Azzolini, ha confermato i provvedimenti emessi dal gip Flavia Costantini nei confronti di due indagati per corruzione, il funzionario comunale Claudio Turella e Luca Odevaine che restano in carcere, mentre per Rossana Calistri, indagata per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio, sono stati confermati i domiciliari.
Ai domiciliari anche Pierina Chiaravalle e Sandro Coltellacci, i due collaboratori di Buzzi accusati di corruzione aggravata. Annullata l’ordinanza ai domiciliari, invece, per il titolare di una cooperativa Franco Cancelli (indagato per turbativa d’asta) che è tornato libero.
