”Da anni sostengo che mio fratello è stato ucciso perchè si è messo di traverso alla trattativa tra la mafia e lo Stato. Forse siamo a un passo dalla verità”. Lo dice Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, commentando le ultime novità investigative che riguardano l’inchiesta sul generale Mori e le rivelazioni del pentito Spatuzza.
”Sono veramente felice di sapere che finalmente siamo a qualche passo dall’avere giustizia – aggiunge Borsellino – Speriamo che nessuno intralci quei magistrati eccezionali che stanno stanno togliendo il velo per arrivare alla verità: Antonino Ingroia, Nino Di Matteo e Sergio Lari”.
Borsellino annuncia che in qualità di responsabile del movimento delle Agende Rosse ha organizzato per il 20 novembre una manifestazione che si terrà in contemporanea in quattro città (Palermo, Roma, Firenze e Milano) ”per sostenere proprio questi magistrati”.
”Ho grande paura che possa succedere qualcosa – avverte il fratello di Borsellino – Il pericolo può arrivare da quelle stesse persone che hanno messo le bombe in via D’Amelio, e non mi riferisco ai mafiosi. Tutto è legato a quell’infame trattativa tra Stato e mafia”.