CATANIA – Giovanni Barbagallo, il geologo
che secondo l'accusa, sarebbe il 'collettore' tra mafia e
politica nell'inchiesta Iblis in cui e' indagato il presidente
della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, fino al 12 marzo
2010 e' incensurato e nella banca dati del casellario
giudiziario 'nulla risulta' a suo carico. Lo rileva Gioacchino
Genchi, nella consulenza a difesa del governatore.
''Solo l'onorevole Raffaele Lombardo – sottolinea Genchi –
che a differenza di altri politici che non compaiono nelle
indagini del Ros ha interrotto i rapporti telefonici con il
geologo Barbagallo gia' nel giugno del 2004, avrebbe dovuto
sapere quello che nemmeno ad oggi e' dimostrato a suo carico''.
Inoltre dagli atti esaminati a Genchi risulta che il 3
novembre del 2010, quando e' arrestato, a casa di Barbagallo gli
investigatori trovano sette fucili, legalmente detenuti, e 1.677
munizioni. ''Il Ros avrebbero dovuto revocargli il porto d'armi
e la licenza di detenzione di armi – aggiunge Genchi – da anni
detenuti ma non lo hanno fatto. Nulla di grave, visto pero' che
soltanto Lombardo avrebbe dovuto e prevedere che Barbagallo era
mafioso''.
