PALERMO – ''Quando la mafia viene sfidata
nei territori, facendo nomi e cognomi, smascherando interessi e
collusioni con settori della politica e dell'economia, rendendo
evidenti i guasti prodotti all'intera societa', la piovra
reagisce mostrando il suo volto piu' spietato e sanguinario''.
Lo afferma il senatore Giuseppe Lumia. Nei giorni scorsi il
pentito Stefano Lo Verso ha detto ai magistrati della Dda
palermitana che nel 2006 la cosca mafiosa di Bagheria (Pa)
voleva uccidere il sostituto procuratore Nino Di Matteo e lo
stesso Lumia.
Secondo Lo Verso, il progetto stragista gli venne confidato da
Giuseppe Di Fiore, vicino al boss Bernardo Provenzano, durante
un'udienza del processo Grande mandamento nel 2007.
''E' una battaglia – aggiunge il parlamentare – senza
esclusione di colpi, che va combattuta a viso aperto e con
sempre maggiore determinazione. L'auspicio e' che tutte le forze
sane della societa', le istituzioni e l'intera politica facciano
ciascuno il proprio dovere fino in fondo e sappiano sostenere il
lavoro della magistratura nei suoi esponenti piu' esposti, come
il giudice Nino Di Matteo''. ''E' fondamentale – conclude Lumia
– abbandonare la facile retorica di un'antimafia formale per
colpire la criminalita' organizzata con mezzi e strumenti
adeguati e una legislazione idonea, da applicare con
severita'''.
Per Lumia: ''E' giunto il tempo per tutti i partiti di dare
segnali forti nella lotta alla mafia, a cominciare dall'adozione
di una legge sulla incandidabilita'''.