
PALERMO – I carabinieri infliggono un durissimo colpo alla mafia e azzerano, di fatto, il mandamento di Corleone. Mandamento che, secondo quanto pensano gli inquirenti, voleva colpire e uccidere il ministro Angelino Alfano “colpevole” di aver inasprito il 41 bis, il regime di carcere duro per i mafiosi. I militari del gruppo di Monreale, sono entrati in azione all’alba di oggi 20 novembre in una vasta area compresa tra Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina. L’operazione, spiegano gli investigatori dell’Arma, ha peraltro impedito che si realizzasse il progetto di un omicidio.
Le minacce ad Alfano. “Dovrebbe fare la fine di Kennedy”, il presidente americano ucciso nel ’63: così alcuni mafiosi arrestati dai carabinieri pensavano di colpire il ministro dell’Interno Alfano, responsabile dell’inasprimento del 41bis. La circostanza emerge da un’intercettazione effettuata nell’inchiesta dell’Arma sul mandamento mafioso di Corleone.
“Se c’è l’accordo gli cafuddiamo (diamo ndr) una botta in testa. Sono saliti grazie a noi. Angelino Alfano è un porco.Chi l’ha portato qua con i voti degli amici? E’ andato a finire là con Berlusconi e ora si sono dimenticati tutti”.Così due mafiosi intercettati dai carabinieri commentavano l’idea di eliminare il ministro dell’Interno per aver inasprito il 41 bis.
Tra gli arrestati dai carabinieri del Gruppo di Monreale, che hanno azzerato i vertici del mandamento di Corleone, c’è anche Rosario Lo Bue, capomafia già finito in carcere nel 2008, ma poi assolto e liberato, fratello di uno dei fiancheggiatori dell’ultima fase della latitanza del boss Bernardo Provenzano. La Cassazione dichiarò nullo il decreto che aveva autorizzato le intercettazioni a suo carico. L’indagine ha svelato anche il progetto di un omicidio imminente: alcune persone si sarebbero rivolte a Cosa nostra per risolvere problemi legati alla riscossione di una grossa eredità.
