
Malal e Jannat, sorelline morte in campeggio. Esperto: "Albero aveva danni a rami e radici"
Non era sano l’albero che è caduto sulla tenda di Malal e Jannat, le due sorelline morte in campeggio a Massa Marittima.
Malal, 14 anni e Jannat, appena 3, sorelline torinesi di origine marocchina, erano andate a dormire dentro una piccola tenda, ma poi, per timore del temporale, hanno deciso di spostarsi nella tenda più grande dei genitori. Ed è lì che sono morte, nel camping Verde Mare di Marina di Massa (Massa Carrara).
Pierfrancesco Malandrino, dottore forestale e arboricoltore, nonché consulente degli Aeroporti di Roma, spiega all’Agi perché, stando a quello che si evince dalle foto, “quel pioppo non vegetava al meglio”.
“Con ogni probabilità – dice l’esperto – un occhio attento si sarebbe accorto dello stato della pianta, che era mal curata”.
“Gli alberi non parlano”, ma danno dei segnali, aggiunge. E dunque “era prevedibile” che quello caduto sulla testa di Malal e Jannat non fosse saldamente ancorato al terreno.
“E’ probabile che la chioma sia stata duramente capitozzata; di conseguenza l’apparato radicale era danneggiato e lo si vede già dalle immagini; e infine i danni non risparmiavano nemmeno il colletto”, una zona specializzata che consente di resistere alla pressione del terreno circostante ed è il punto fino al quale le piante devono essere interrate, altrimenti rischiano di morire.
Per quelle che sono le conoscenze scientifiche, non basta dunque il vento o il maltempo a far crollare così un albero di quelle dimensioni, ma alla base ci sono spesso “radici marce e danneggiate”.
Chiaramente “a dare le risposte definitive sarà la magistratura – precisa Malandrino – dopo che avrà chiesto al gestore del campeggio se qualche tecnico avesse esaminato gli alberi nel corso degli anni”.
Sarà inoltre necessaria una consulenza di un esperto della materia per esaminare quello che resta del tronco.
Già ad una prima analisi, però, è possibile dedurre secondo Malandrino che “la pianta era stata fortemente potata. Con tutta probabilità sarà stata eseguita quella che in termine tecnico si chiama capitozzatura”, ossia un taglio indiscriminato della parte più alta.
“Una pratica diffusa, ma fortemente sbagliata, che nasce dalla convinzione errata che più si pota meglio è”, spiega l’esperto.
“Gli alberi in ambiente urbano dovrebbero essere monitorati e valutati costantemente da un professionista – prosegue – Nel caso di un campeggio la cura è persino più importante, perché sotto i rami le persone non passano, ma stazionano anche per molte ore”.
In questo senso il consiglio per chi campeggia è di verificare se nei tronchi “ci sono cavità oppure se i rami sono secchi” e dunque evitare di posizionarsi sotto quella pianta. (Fonte: Agi).
