“Gli chiusero l’arteria sbagliata”: Virgilio Nazzari muore dopo 6 operazioni

Gli avevano chiuso l’arteria sbagliata. Un uomo di 52 anni, Virgilio Nazzari, è morto lo scorso 23 settembre, nell’ospedale San Pietro – Fatebenefratelli, a Roma, dopo 36 giorni di agonia e ben 6 operazioni. L’uomo era stato ricoverato per sottoporsi a una nefrectomia (l’asportazione di un rene sede di tumore) e nei giorni successivi ha subito altri cinque interventi a seguito di un processo necrotico irreversibile, causato dalla chiusura di un’arteria sbagliata.

I familiari del paziente hanno presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e il pm di turno, Paola Filippi, ha disposto l’ autopsia sul corpo, eseguita il 28 settembre. La Procura di Roma ha quindi aperto un fascicolo per omicidio colposo. L’indagine, al momento, sarebbe ancora contro ignoti.

Il medico legale incaricato, alla presenza del consulente dei familiari, ha accertato, rendono noto i legali della famiglia del paziente, che la necrosi era stata provocata ”dall’incredibile quanto ingiustificabile chiusura dell’arteria mesenterica superiore, assolutamente estranea ad una simile azione chirurgica che interessa esclusivamente l’arteria renale”.

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Alberto Francavilla