Maltempo, il Soccorso alpino chiede prudenza per ogni escursione

ROMA, 13 FEB – Anche oggi i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) hanno lavorato per l'emergenza maltempo. Raccomandano, in particolare, la massima prudenza e un'attenta valutazione della situazione meteo e del manto nevoso per qualunque attività escursionistica nelle zone colpite dal maltempo.

Fra le attivita' di soccorso, il Cnsas segnala l'emergenza maltempo nelle Marche che, spiega in un comunicato, non e' ancora risolta. Il Servizio Regionale Marche (SASM), con le squadre del Soccorso Alpino provenienti da Veneto, Trentino, Lombardia, Lazio, Umbria e Toscana, ha dovuto garantire anche oggi interventi sanitari medicalizzati a diabetici, cardiopatici e gestanti, raggiungibili solo con gli sci, e a rifornire di medicinali e viveri le persone e gli animali. Nella tarda serata di ieri, in un agriturismo del Pesarese e' stato recuperato un uomo di 45 anni, colto da ictus e in stato di coma, con un elicottero HH3F dell'Aeronautica Militare. Di ora in ora aumentano le segnalazioni di famiglie isolate; preoccupazione anche per la neve accumulata su tetti, che con l'innalzamento delle temperature rischia di cadere, con grave rischio per persone e cose. La popolazione dimostra un grande spirito di sopportazione dei disagi, ma le difficoltà legate alle scorte di viveri cominciano a farsi sentire.

Fra l'altro, gli uomini del Cnsas hanno rimosso la neve dal tetto di Palazzo Ducale a Urbino e hanno raggiunto le abitazioni isolate nei dintorni di Pesaro con il gatto delle nevi messo a disposizione dalla Comunità montana del Centro Cadore. Due squadre del Servizio Regionale Emilia Romagna (SAER) sono stabilmente in appoggio ai mezzi del 118 presso l'ospedale di Nova Feltria (RN); una terza è al posto di guardia del 118 di Morciano di Romagna. Dodici le operazioni nella sola giornata di oggi fra supporto alle ambulanze e attività di protezione civile.

Il Cnsas segnala poi che e' alto il rischio distacco valanghe in Molise e in Abruzzo, perché il freddo non ha permesso il consolidamento del manto nevoso.

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Emiliano Condò