PISTOIA – La condanna a otto anni e sei mesi per Mamma Ebe, al secolo Gigliola Giorgini, 77 anni, e' stata chiesta dal pm Francesco Sottosanti a conclusione della requisitoria al processo che vede la ''santona'' imputata per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione medica e alla truffa, in seguito all'inchiesta condotta dai carabinieri di Quarrata (Pistoia) che due anni fa porto' al suo arresto.
La richiesta della procura e' per essere stata, secondo l'accusa, l'organizzatrice dell'associazione a delinquere. Pesante anche la richiesta del marito della donna, Gabriele Casotto, a sei anni e sei mesi e per il loro collaboratore piu' stretto Marco Gabriellini: quattro anni e sei mesi; mentre per le massaggiatrici che collaboravano con la donna la richiesta del pm e' di due anni.
Un anno e sei mesi sono stati infine chiesti per tutti gli altri otto collaboratori.
Nel corso del processo Mamma Ebe si e' sempre difesa dicendo di aver solo imposto le mani e di non aver mai dato indicazioni sull'assunzione di farmaci, anzi di aver sempre consigliato a tutti di rivolgersi ai medici.
Secondo quanto accertarono i carabinieri i militari nel giugno del 2010 alla ''guaritrice'' si sarebbero rivolte centinaia di persone, di tutte le eta', anche genitori che facevano benedire per telefono i figli piccoli, solo per farli smettere di piangere. Mamma Ebe avrebbe anche fornito ''assistenza'' via e-mail. Ma ci sarebbe stato anche chi partecipava ai riti pseudo-religiosi che la donna organizzava nella sua villa di Quarrata.
A Gigliola Giorgini, ai domiciliari come il marito, nel novembre scorso e' stata confermata dalla Cassazione la condanna a sei anni dopo la sentenza del tribunale di Forli', solo parzialmente riformata dalla corte d'appello di Bologna, per analoghe attivita' svolte in una villa sulle colline cesenati.
