PISTOIA, 14 GIU – Una ''frenetica'' attivita' di assistenza nella villa di San Baronto a Quarrata (Pistoia), ma anche a distanza, attraverso e-mail finalizzate a sviare i controlli delle forze dell'ordine. La ricostruzione delle attivita' di Gigliola Giorgini, alias Mamma Ebe, 78 anni, e' stata fatta questo pomeriggio davanti al giudice di Pistoia, nel corso del processo alla ''santona'', dal maresciallo Pasquale Alfiero del nucleo investigativo di Pistoia, uno dei militari che ha partecipato alle inchieste che nel giugno scorso hanno portato agli arresti della donna, del marito Gabriele Casotto, 55 anni, e di altri 12 'seguaci', per associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione sanitaria e della truffa.
Secondo il maresciallo, telefonate e visite di persone in cerca di aiuto si susseguivano tutto il giorno e la Giorgini avrebbe praticato anche massaggi e manipolazioni per ridurre le masse tumorali di alcuni malati. Nelle intercettazioni telefoniche, si parla anche di punture e prescrizioni di cure.