VENEZIA – ”Esiste un momento di smagliatura della nostra cultura democratica, che fa attenzione a certe persone piuttosto che ad altre”. Lo ha detto in videoconferenza, intervenendo al ”Memory day…, organizzato dal sindacato di polizia Cisp, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, riferendosi al fatto che spesso vengono ricordati piu’ i criminali che non le vittime.
Manganelli ha appoggiato le dichiarazioni fatte nel corso della manifestazione dell’agente Mirko Schio, costretto su una sedia a rotelle (vittima di un conflitto a fuoco), il quale ha osservato che c’e’ una certa attenzione ”ai carnefici e nessuna alle famiglie delle vittime. Nessuno – ha detto Schio – e’ venuto mai trovarci a casa, a vedere come stanno le vittime e i loro familiari. Invece vanno in carcere a verificare lo stato di chi e’ stato condannato per questi crimini”.
Auspicando che venga vissuta ”la pieta’ della dignita’ umana uguale per tutti” Manganelli, rivolgendosi ai duecento familiari delle vittime presenti in sala, ha spiegato che ”oggi scema l’attenzione di cio’ che e’ accaduto, ma a volte non l’attenzione dei media verso gli assassini; ci si pone il problema di come stanno, di come vivono. E non invece dei figli che sono rimasti orfani, delle nostre famiglie, dei nostri caduti”.