Il sabato di Roma è rallegrato da un’altra manifestazione oltre a quella principale e più trafficata del Pdl. Si chiama “Salva l’acqua” e rischia di trasformarsi in una protesta anti-premier. La manifestazione si tiene in piazza Navona a difesa dell’acqua pubblica, quindi contro il decreto-Ronchi accusato di favorire la privatizzazione delle società di gestione. Attese circa 100 mila persone, grazie all’adesione di 150 sindaci e altri 100 enti locali e consorzi, oltre ad associazioni di volontariato.
Era stata fissata prima della decisione del premier di far scendere in piazza il Pdl e in vista della giornata mondiale dell’acqua che si celebrerà lunedì 22 marzo, ma quella di “Salva l’acqua” rischia di trasformarsi in una vera e propria «contromanifestazione» anti-Berlusconi, in contemporanea con il comizio del premier.
Una coincidenza che desta qualche preoccupazione fra i responsabili dell’ordine pubblico per la possibile presenza di gruppi violenti in entrambi i cortei. Negli ambienti dei reduci di Autonomia operaia e dei centri sociali sarebbe partito un tam-tam contro gli esponenti di estrema destra che potrebbero sfilare nei cortei del Pdl.
C’è poi il fatto preoccupante denunciato dal ministro Andrea Ronchi: «Mi insultano anche al telefono, mi dicono che ho reso privata l’acqua, c’è una forte personalizzazione contro di me, ma tutto questo è una mistificazione: con il decreto che porta il mio nome l’acqua rimane un bene pubblico, ma si pone mano a una necessaria riforma del settore».