ROMA, 9 DIC – Nel 2012 sara' di 7,3 miliardi di euro il maggior gettito fiscale derivante allo Stato dal settore automotive, risultato della somma dei 4,8 miliardi che verranno incamerati grazie alla manovra del Governo Monti e dei 2,5 miliardi ''trascinati'' dal 2011 ed effetto degli incrementi delle accise sui carburanti decise dal governo Berlusconi. La stima e' del Centro Studi Promotor GL events che precisa come, ''con un viatico di questo tipo'' e le attuali disastrose condizioni del mercato dell'auto, vadano riviste al ribasso le previsioni di 1.800.000 nuove immatricolazioni nel 2012 fatte a fine novembre, ''ipotizzando che il nuovo Governo intervenisse subito anche per la ripresa''. Cosi' pero' non e' stato e quindi, per il CSP, ''se non vi sara' a breve un mutamento nell'azione del Governo che sposi rigore, equita' e misure per la ripresa, le immatricolazioni di autovetture nel 2012 potrebbero scendere al di sotto della soglia critica di 1.700.000 unita'''.
Tornando alla stima dei 7,3 miliardi di aggravio fiscale nel 2012, il Centro Studi Promotor GL events, sottolinea come ''l'ulteriore pesante intervento sulle accise'' operato da Monti, sia stimato nella relazione tecnica alla manovra con un maggior gettito per il 2012 di 4,8 miliardi. Nel 2011, invece, ''in conseguenza alle decisioni del Governo Berlusconi, sarà di 2,9 miliardi il maggior prelievo fiscale'' su benzina e gasolio per autotrazione derivante dai ripetuti aumenti di accise, e dall'Iva su prezzo industriale e accise. ''L'intervento sui carburanti non è stato, pero', l'unico inasprimento del prelievo sull'auto da parte del Governo Berlusconi. Per questo si riteneva – precisa il CSP – che la manovra 'salva Italia' non avrebbe contenuto ulteriori penalizzazioni sull'auto''. Auspicio, pero', non confermato. ''Con un viatico di questo tipo – aggiunge il Centro Studi Pronotor GL events – un mercato gia' in forte difficoltà come quello dell'auto affronta il 2012 con prospettive tutt'altro che tranquillizzanti, tanto piu' che i provvedimenti all'esame del Parlamento non sembrano in linea con le attese che hanno accompagnato l'insediamento del nuovo Governo''. Il CSP precisa che ''nella manovra 'salva Italia' vi e' il rigore per evitare il default dell'Italia, ma mancano interventi per la ripresa e manca anche l'equita' indispensabile per dare alle fasce sociali che costituiscono il nerbo della domanda le risorse necessarie per rilanciare i consumi''.