BARI – Il mancato invio, da parte della Procura di Bari al Tribunale del Riesame, di atti d’indagine ha indotto il ‘tribunale della Liberta” di Bari a dichiarare inefficace il provvedimento di arresti domiciliari notificato il 6 dicembre scorso al comandante della stazione dei carabinieri di Altamura (Bari), il maresciallo Nicola Logiudice. Il sottufficiale e’ stato quindi rimesso in liberta’ senza che i giudici esaminassero se a suo carico vi fossero i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.
A quanto si e’ appreso da fonti giudiziarie, la procura – sulla vicenda indagano i pm Desire’ Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia – non ha inviato ai giudici del Riesame i registri della caserma dei carabinieri di Altamura che secondo la Dda dimostrerebbero l’inottemperanza del boss altamurano Bartolo Dambrosio (poi ucciso in un agguato mafioso) all’obbligo di firma a cui era sottoposto. Logiudice era ai ‘domiciliari’ per favoreggiamento personale e false dichiarazioni.
Il Riesame aveva chiesto alla Procura, senza ottenere alcuna risposta, i registri su cui il boss avrebbe dovuto firmare e che, secondo l’accusa, dimostrerebbero la colpevolezza del maresciallo Logiudice. Per questo i giudici, senza entrare nel merito della questione, hanno dichiarato l’inefficacia del provvedimento con cui il 27 dicembre scorso il gip del Tribunale Vito Fanizzi aveva rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare presentata dalla difesa di Logiudice, sostanzialmente accusato di aver ‘coperto’ nel 2007 il boss, omettendo di denunciarlo quando l’uomo, sorvegliato speciale, non si presentava la domenica in caserma per firmare l’apposito registro.
