La Scala: Garritano licenziata, le colleghe ballerine non la sostengono

Maria Francesca Garritano

MILANO – Una su cinque è anoressica, una su tre non ha le mestruazioni. Sarebbe questo lo stato di salute del corpo di ballo della Scala, almeno secondo la ballerina Maria Francesca Garritano che in seguito a un’intervista-denuncia è stata licenziata dal Teatro. La cosa ha creato scalpore, ma è passata sotto il silenzio dei suoi ormai ex colleghi. Nessun segno di solidarietà dagli altri ballerini è infatti arrivato alla Garritano. “Come corpo di ballo – ha spiegato Luigi Saruggia, delegato Uil dei danzatori – ci dispiace di quanto è successo ma non vogliamo più essere strumentalizzati. Da nessuno”.

E ora anche la politica locale vuole vederci chiaro. Sull’argomento il capogruppo dell’Italia dei valori in Provincia di Milano, Luca Gandolfi, ha presentato un’interrogazione: “Chiediamo che venga organizzata un’audizione della Direzione della Scala in Commissione Cultura e Garanzia e Controllo. La Scala è una partecipata della Provincia e il Consiglio non può non prendere una posizione. L’invito va ovviamente anche alla Garritano che ci auguriamo voglia venire in Commissione a relazionare quanto accaduto in questi mesi”. La ballerina ha accettato. “L’anoressia e la bulimia sono problemi seri, sempre più diffusi nelle giovani generazioni – continua il capogruppo -. Le istituzioni hanno il dovere di approfondire, riflettere e poi prendere una posizione. Non è nostra intenzione entrare nel merito di quella che probabilmente diventerà una battaglia legale tra la Garritano e la Scala per il licenziamento “per giusta causa” – spiega Gandolfi – come politici ci interessa prima di tutto capire se e in che misura l’anoressia esiste tra le ballerine della Scala. Se il problema c’è, è giusto che emerga”.

L’impressione “è che la denuncia della Garritano non sia campata in aria, ma sia piuttosto un grido di disperazione di chi chiede aiuto per fare in modo che la danza classica non venga contaminata (se già non lo è) dagli stessi problemi che abbiamo già visto nel mondo della moda, con alcuni epiloghi anche drammatici. Stiamo parlando del benessere psico-fisico di numerose ragazze, la maggior parte adolescenti, e non è concepibile che siano costrette a sacrificare la propria salute per amore della danza”.

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Elisa D'Alto