ROMA – Nessun errore da parte dei maro' italiani in stato di fermo in India. Lo assicura al Giornale Pasquale Guerra, comandante della Forza da sbarco, il dispositivo della Marina Militare di cui fa parte il reggimento San Marco.
Che i due maro' abbiano commesso errori ''e' veramente una possibilita' remota – spiega -. situazioni di questo genere vengono provate e riprovate in fase di addestramento da oltre 20 anni. Nulla e' lasciato al caso. Si studia il comportamento da tenere in caso di avvicinamento alla nave protetta di un barchino veloce. Si provano ripetutamente tutte le procedure, dalla chiamata via radio ai flash con i grossi riflettori Panerai. Quando si arriva all'extrema ratio prima si mostrano le armi, poi si sparano raffiche in aria e infine si spara in maniera evidente''.
Del resto, aggiunge il comandante, ''il rapporto dei maro' era inequivocabile: erano a 30 miglia dalla costa indiana''. ''Fino ad oggi – sottolinea – non ho visto alcuna prova. Il punto di partenza e' che i miei uomini si trovavano su un'unita' mercantile battente bandiera italiana e quindi per loro vale esclusivamente la giurisdizione italiana.
Poi se sull'imbarcazione hanno recuperato qualche colpo potrebbero fare delle perizie balistiche''. Infine, Guerra riferisce di aver parlato con i due maro' i quali ''non hanno paura perche' hanno fiducia in noi e nel Paese''
