Martina Levato e le due aggressiono con l’acido: analogie

Martina Levato e il ragazzo, Alexander

MILANO – Stesso quartiere, stessa dinamica: Martina Levato, la studentessa bocconiana accusata di aver aggredito con l’acido – e con l’aiuto di Alexander Boettcher –  lo scorso 28 dicembre Pietro Barbini, in via Giulio Carcano a Milano solo sette mesi prima, il 20 maggio 2014 aggredì, sempre con l’acido un altro ragazzo.

La storia è raccontata da Elisabetta Andreis e Gianni Santucci del Corriere della Sera. Si erano conosciuti a Gallipoli nel maggio del 2013 Martina Levato e Antonio M., studente della Cattolica. Dopo le vacanze pochi contatti fino al 18 maggio del 2014 quando Martina “si rifà viva proponendo un appuntamento”. Due giorni dopo i due si incontrano, si appartano poi, racconta lo stesso Antonio, “ho sentito all’improvviso una fitta di dolore alla coscia, d’istinto ho riaperto gli occhi e con la mano mi sono difeso dal colpo di coltello che lei stava per affondarmi contro i genitali”. Antonio, sanguinante, scappa e raggiunge la hall di un albergo da dove riesce a contattare un amico: “È stato lui – racconta Antonio – a vedere nell’ambulanza Martina in stato di fortissima agitazione, insieme ad un ragazzo, Alexander, che conosceva di vista. Dall’aggressione non erano passati neanche 15 minuti”.

Boettcher – scrivono Elisabetta Andreis e Gianni Santucci – dice di essersi precipitato dopo aver ricevuto una chiamata dell’amante. Ed è giunto in un tempo molto breve. La circostanza è riportata anche nel verbale della polizia che intervenne quel giorno (la volante non trovò alcun elemento che potesse sostenere la presunta violenza di cui parlò Martina, anzi).

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Gianluca Pace