Mascherine all'aperto, l'ordinanza (Ansa)
E’ ciò che dispone l’ordinanza del Governo, la stessa che ha fermato il ballo nei locali al chiuso e all’aperto: dunque l’obbligo delle mascherine all’aperto non è circoscritto solo alle zone della movida.
O agli assembramenti che si formano davanti al locali.
L’obbligo vale “negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale”.
Dunque anche il formarsi di capannelli occasionali o i gruppi di persone che si affollano ad esempio nei parchi o in piazze o, in questo periodo, sul lungomare sono tenuti ad indossare nell’arco orario indicato la mascherina.
L’uso della protezione viene esteso dall’esterno dei locali affollati fino alle vie o le piazze delle città che dopo le 18 dovessero risultare troppo affollate. E non si riuscisse a mantenere l’ormai famoso distanziamento fisico.
L’indicazione non sarà soggetta a deroghe. Ovvero le Regioni potranno interpretarla solo in maniera più restrittiva.
Magari introducendo misure più stringenti sulla fascia oraria e i luoghi in cui è previsto l’obbligo ma non potranno prevedere un allentamento della misura.
Chiaramente se si sta in un luogo all’aperto dove il distanziamento sociale è possibile l’uso della mascherina resta facoltativo.
Per i trasgressori è comunque prevista una sanzione applicabile in tutti i casi in cui vengono infrante le norme anti Covid: la multa ammonta a 400 euro.
A proposito della facoltà degli enti locali di inasprire le misure, valga l’esempio del Comune di Asiago, una delle località montane più conosciute e particolarmente affollata di turisti e villeggianti in questi giorni.
L’ordinanza del sindaco prevede l’obbligo nella zona pedonalizzata dell’uso della mascherina 24 ore al giorno. (fonte Ansa)