Massacrata a bastonate donna ucraina: gelosia il movente

AVELLINO, 17 SET – Massacrata a bastonate per gelosia: si dirada il mistero sulla morte di Galyna Dotsyak, la 56enne badante ucraina il cui corpo venne ritrovato il 5 giugno scorso in un bosco del monte Terminio, a pochi chilometri da Serino, in provincia di Avellino.

All'alba di oggi, i carabinieri del comando provinciale, diretto dal colonnello Giovanni Adinolfi, hanno arrestato Gennaro Rodia, pensionato di 63 anni di Serino che aveva una relazione con la donna.

Secondo la ricostruzione dei magistrati della Procura avellinese, Rodia avrebbe attirato in una trappola Galyna chiedendole di incontrarla per un chiarimento dopo essere venuto a conoscenza della sua assidua frequentazione con un altro uomo.

Divorato dalla gelosia, Rodia avrebbe preordinato l'omicidio che sarebbe avvenuto all'interno della sua abitazione per poi trasportare il corpo in localita' Bosco della Maggese, distante circa un chilometro da numerose strutture alberghiere che si trovano nel Parco del Terminio, e seppellirlo in una buca poi coperta da rifiuti e fogliame.

A scoprire il cadavere con il volto sfigurato e in avanzato stato di decomposizione, in una zona impervia non facilmente raggiungibile, erano stati gli uomini della Guardia Forestale intervenuti nella zona per chiudere una discarica abusiva. A inchiodare alle sue responsabilita' Rodia, alcuni sacchetti di plastica utilizzati dal presunto omicida per nascondere il cadevere dello stesso tipo di quelli trovati dai carabinieri all'interno della sua abitazione. Galyna era descritta come una donna schiva e riservata.

Il nome di Rodia era stato gia' iscritto quattro giorni dopo il delitto nel registro degli indagati, sospettato di essere l'autore del delitto provocato da un raptus di gelosia.

Altre prove a suo carico, ha spiegato il pm Elia Taddeo nel corso di una conferenza stampa, verrebbero dagli esami compiuti in questi mesi dal Ris di Roma e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Rodia, che si e' proclamato innocente, e' stato trasferito nel carcere avellinese di Bellizzi con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

I magistrati hanno anche concordato con il consolato ucraino il rimpatrio della salma che nei prossimi giorni verra' restituita ai familiari che risiedono in Ucraina.

Published by
admin