Massimiliano Camparini e Giulia Fontana, udienza rinviata

BOLOGNA, 14 GIU – Il giudice dei minori di Bologna avrebbe dovuto sentire i genitori di Anna Giulia per decidere la sorte della bambina che a settembre andra' a scuola, ma l'udienza e' stata rinviata al 21 giugno. ''Ci e' stato comunicato ieri alle 13, probabilmente avevano paura della protesta organizzata davanti al tribunale'', ha commentato l' avvocato Francesco Miraglia che assiste i reggiani Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, tornati in liberta' a fine marzo dopo aver scontato sette mesi di carcere per il sequestro della figlia, sottratta il 16 luglio 2010 da una casa-vacanze a Marina di Massa.
Dalle 10.30 la coppia era davanti al tribunale dei minori di Bologna assieme ad altri padri, madri o nonne 'fantasma' provenienti da varie regioni, che denunciano il braccio di ferro tra famiglie, giudici e servizi sociali per l'affidamento dei bambini. E il 21 giugno, promettono, torneranno in via del Pratello per l'ennesimo sit-in. ''Queste persone vivono le prepotenze e il profondo disagio che il nostro sistema-giustizia ci regala – ha spiegato Roberto Castelli, dell'Associazione genitori sottratti di Bologna – Un sistema che trita tutto alla stessa maniera senza guardare se ci sono chicchi buoni''. Con un cartello al collo e lo slogan 'Sono un papa', non sono un bancomat', Saverio ha chiesto di rivedere le due figliolette tenute a distanza dalla madre in Puglia, mentre a Ravenna Loretta sogna di riabbracciare il nipote di 9 anni e aiutarlo a elaborare la morte della mamma, che si e' uccisa a 26 anni lontana dal figlio. E in attesa sono anche i genitori di Anna Giulia, che non la vedono da luglio: ''Aspettiamo fiduciosi finche' i nervi tengono'', ha ripetuto Massimiliano Camparini, convinto che la figlia sia ''in balia di qualche sterile facoltoso in attesa di adozione'', inferocito per essere stato definito 'borderline' da un perito che, a suo avviso, pero', non lo ha mai sentito di persona. ''L'assurdita' e' che, se i genitori fossero rimasti in carcere, avrebbero potuto avere un incontro con la bimba e invece oggi che sono liberi non possono vederla – ha aggiunto il legale – .Probabilmente questa e' una situazione che e' sfuggita di mano''.

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Alberto Francavilla