ROMA, 22 GIU – La messa al bando dei cellulari, smartphone e altri dispositivi mobili nelle scuole per l'esame di maturità ha scatenato la fantasia dei commissari d'esame nel fare prevenzione. Un'azione di vigilanza che pare aver dato i suoi frutti visto che, a detta della Polizia postale, oggi non si e' riscontrato nulla di irregolare.
A Cagliari, al Liceo Classico Dettori, una commissione non si è accontentata di far spegnere i telefonini o farli lasciare sulla cattedra del presidente, ma ha inserito il singolo apparecchio in una busta da lettera chiusa con sopra il nome dello studente proprietario.
Telefonini ''sotto vuoto'' anche allo scientifico 'Righi' di Bologna. ''Hanno sequestrato tutti i cellulari, mettendoli dentro delle buste. Poi però siamo entrati – ha raccontato Riccardo – ed è andato tutto bene. Riuscivamo anche a parlare tra di noi''. A Napoli la prova si è svolta senza intoppi, come hanno confermato dall'Ufficio Scolastico regionale della Campania: cellulari e apparecchi elettronici sono stati consegnati ai docenti e gli studenti si sono ritrovati soli con i dizionari e qualche amuleto porta fortuna. In Basilicata nessun sequestro di "smartphone", ovvero di telefoni cellulari di ultima generazione (che consentono, tra l'altro, la navigazione su internet, l'archiviazione e la lettura di testi). Lo ha assicurato il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Franco Inglese. Studenti ligi alle regole o troppo scaltri?
Intanto, ci si prepara per domani. E non si dovrebbe abbassare la guardia: si osa di piu' – spiega la polizia postale – il giorno della seconda prova perche' con matematica o con greco e latino e' piu' facile ''passare'' le soluzioni usando i telefonini. Con il tema il lavoro e' piu' complesso e si preferisce desistere dall'impresa.
