BOLOGNA – L'attacco ischemico che a fine ottobre 2010 gli aveva spezzato il ''sogno di una vita'', quello di diventare sindaco, non fu il primo campanello d'allarme per Maurizio Cevenini. Nel 1994, alla vigilia dei 40 anni, fu colpito da una trombosi: ''Una riga orizzontale bianca in un occhio mi impediva di vedere, un oculista mi disse che ero stato fortunato e mi chiese di rallentare i ritmi. Ma avevo troppe cose da fare'', raccontava il 'Cev' nella sua autobiografia, 'Bologna nel cuore', scritta a quattro mani con la figlia Federica durante la degenza forzata che, almeno, ha avuto il merito di riavvicinarli dopo anni di troppi impegni del padre.
''Avevo pensato di scrivere la biografia del sindaco, poi quando e' stato male ho cominciato a registrare i suoi racconti'', spiegava lei, la sua unica figlia oggi ventottenne, fisioterapista con la passione della scrittura (ha gia' pubblicato un romanzo). Nel libro Cevenini, consigliere regionale Pd, il piu' votato in assoluto, ripercorreva tutta la sua vita, dall'infanzia alla militanza politica, partendo dal malore dell'ottobre di due anni fa, quello che lo gli aveva impedito di partecipare, da strafavorito, alle primarie.
''Non fu – rivelo' per la prima volta nel gennaio 2011 – il primo episodio che in tanti hanno commentato: professionisti della salute e delle chiacchiere da bar. Ebbi paura, la paura che fa l'uomo stesso''. A scandire il dialogo tra padre e figlia le testimonianze, a volte ironiche ma sempre affettuose, degli amici vip: da Beppe Signori a Marco Di Vaio, da Andrea Mingardi a Gianni Morandi. Simbolo del grande amore e dell'enorme popolarita' di cui Cevenini godeva in citta': ''E' vero, stringo sempre le mani a tutti. Lo faceva mio padre barbiere in negozio: non e' strumentale, mi viene automatico. Io sono cosi'''.
