ROMA, 23 GIU – I fratelli Mauro e Giancarlo Vichi, titolari dell'omonimo gruppo imprenditoriale coinvolto nell'inchiesta romana su una mega evasione fiscale di circa 600 milioni di euro, restituiranno all'Erario 7 milioni di euro, ossia la somma evasa a loro contestata, previo patteggiamento concordato con la procura ad una pena di circa due anni di reclusione, con sospensione condizionale.
L'accordo e' stato raggiunto dopo un incontro tra i legali dei due indagati con l'Agenzia delle Entrate. I pubblici ministeri Francesca Loy e Francesco Ciardi hanno dato successivamente il loro via libera al patteggiamento concordato. Su questo, tuttavia, dovra' pronunciarsi il Gip.
Sul fronte dell'inchiesta, culminata nei giorni scorsi nell'immissione di 46 ordinanza di custodia cautelare (tra i destinatari i commercialisti romani Cesare Pambianchi e Carlo Mazzieri), oggi si e' tenuta in tribunale un udienza ai giudici del riesame su alcune posizioni. Il collegio si e' riservato, in particolare, la decisione sulla richiesta di scarcerazione avanzata per conto dell'avvocato De Caprio.
Altri indagati hanno deciso di sollecitare la revoca delle misure restrittive davanti ai giudici competenti sulla legittimita' delle misura restrittive. Il 30 giugno prossimo e' i programma quella in cui compariranno gli stessi Pambianchi, il quale e' anche presidente della Confcommercio di Roma e del Lazio, e Mazzieri.
