MILANO – Ha parlato di Pier Silvio Berlusconi come di ''un fantasma processuale'' perche' non compare mai negli atti e non e' nemmeno stato citato nelle conclusioni del pm l'avvocato Filippo Dinacci, difensore del figlio del premier, tra gli imputati per frode fiscale all'udienza preliminare per il caso Mediatrade.
Il legale, che ha chiesto il proscioglimento del suo assistito, ha esordito dicendo che lo stesso pm Fabio De Pasquale nelle sue conclusioni ''non ha mai citato Pier Silvio Berlusconi'' e posto che ''non c'e' nessuna condotta che gli e' stata addebitata siamo di fronte ad un fantasma processuale''. L'avvocato ha anche spiegato che il nome del suo cliente non compare in alcun atto dell'indagine e pertanto non dev'essere nemmeno imputato. L'avvocato Dinacci, che ha parlato per circa un'ora e quaranta, oltre a sottolineare l'insussitenza di qualsiasi accusa ha sollevato l'eccezione di competenza territoriale sostenendo che il procedimento va trasferito a Roma in quanto il primo reato contestato a Pier Silvio Berlusconi quando era presidente di RT-Mediatrade risale al 2003 ed e' stato commesso nella capitale. Ora la parola e' passata ai difensori del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato di appropriazione indebita e frode fiscale.